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9-05-2013 Un saluto per Peo (Pier Giorgio Reversi

Giovedì, Maggio 9, 2013

Nel ricordare una persona scomparsa si corre il rischio di cadere nella retorica, perché la morte annulla tutto, aumentando i pregi e annullando i difetti. E’ un rischio, però, che non si corre ricordando Peo (Pier Giorgio Reversi) recentemente scomparso all’età di 62 anni: quanto ho avuto modo di sentire durante le esequie corrisponde sicuramente alla verità. Per chi come me ha potuto conoscerlo è venuto a mancare soprattutto un amico, vero leale e sincero. La sua ispirazione agli ideali cristiani, il suo concreto senso del dovere, la generosa disponibilità umana e l’impegno costante verso le esigenze degli altri hanno fino all’ultimo tenuto testa alla malattia che lo stava devastando. La nostra, all’inizio, è stata un’amicizia come tante, nata tra due persone che frequentavano la clinica di Veruno, ma tu più di una volta sei venuto a trovarmi, più di ogni altro amico mi sei stato vicino. Ricordo sempre quando dopo il trapianto venendo a trovarti ti dissi che dovevo tornare alle Molinette per togliere il virus che avevo preso: o lui o io, ti avevo detto e tu sgranavi gli occhi e improvvisamente ti sei fatto serio. Mi ascoltavi con le orecchie e con la mente e non come fanno tanti con gli occhi perché la mente ce l’hanno da un’altra parte. Hai sempre saputo ascoltare, e le persone che ti stavano attorno a loro volta ti apprezzavano e ti volevano bene. Abbiamo cominciato a parlare di trapianti, di donazioni, di come avvicinare la gente per informarla, di cosa poter fare concretamente. Siamo andati in Comune ad Arona per presentare una proposta ed è nata la serata “Trapianti e solidarietà” al Palazzo dei congressi con Admo, Aido, Acti, Avis, Croce rossa, la Pro Loco, la Tpa, con il Cai di Arona e i gruppi Alpini di Arona e Mercurago dove abbiamo messo in bella mostra i disegni dei bambini dell’Asilo di Mercurago perché tu l’avevi chiesto alle maestre e in occasione dell’anniversario dalla fondazione abbiamo nel nostro piccolo contribuito come A.C.T.I. Appena dopo hai costituito il Gruppo dei Cardiosimpatici e l’attività è aumentata. A ottobre 2011 è andato in scena “Cuore non solo amore (donare è meraviglioso)” con l’Istituto Comprensivo Montale di Gattico, la Fondazione Maugeri e con la partecipazione dei comuni di Veruno, Gattico, Comignago, Agrate, Bogogno e Dormelletto. Una due giorni (29 e 30 Ottobre) stupenda con l’attiva partecipazione dei medici della clinica di Veruno. La Domenica mattina nella Chiesa di Gattico abbiamo ricordato lo scomparso Giorgio Caimi (medaglia d’oro Avis) al quale hai dedicato una bellissima poesia ma siamo anche stati colpiti dal come il Parroco, dopo aver saputo che c’erano dei trapiantati di cuore ha voluto sapere e alla fine della S.Messa, prima della benedizione, ha catturato l’attenzione di tutti parlando di donazione e trapianti. Hai sempre avuto a tua disposizione tanta brava gente. Ricordo volentieri il Coro di Veruno, il Concerto del Coro “La Rocca” per i pazienti ricoverati a Veruno, il coro “Tre Ponti” di Arona con i quali abbiamo realizzato la “Festa all’Asilo Tre Ponti”. “Il cuore Ringrazia” è stata la continuazione di questo tuo grande desiderio condiviso di parlare e far parlare di donazione e trapianto. Abbiamo fatto stampare il libro con le frasi e i disegni degli studenti e mentre le mettevamo in ordine avevi quel sorriso del vincitore che ho visto spesso sul tuo viso come quando abbiamo deciso di fare il giornalino per l’associazione. Lo spettacolo “Il trattore e la carriola - un cuore per due” con la compagnia teatrale Armando Ceccato (trapiantato dell’appennino Tosco-Emiliano) è stata una delle tue belle pensate. Quante belle discussioni tra una pizza e l’altra, ti eri innamorato della “panisa della Nunzia” ma apprezzavi anche il bollito misto. E la bella poesia che mi hai scritto per l’anniversario di matrimonio, “per noi è una gioia non un dovere”, questa è sempre stata la tua forza condivisa anche da Paola. Dietro a queste iniziative c’era sempre un gran lavoro di preparazione e alcune volte di spesa, ma avevi e trovavi la soluzione per tutto. Non posso certo dimenticare quella sera che ci hanno ospitato gli alpini di Dormelletto, la tua seconda famiglia, sì perché tu eri un alpino come loro, e ho visto come erano schierati e come hanno cantato durante la funzione e con quale cura si sono portati il tuo cappello dopo la cerimonia in chiesa perché a te non serve più ma a loro e a noi sì. Qualcuno ti ha battezzato un “carrarmato” io aggiungo un “vulcano di idee sane, belle e generose”. La poesia che mi hai scritto dopo il mio trapianto “Lettera ad un amico rinato” è diventata una bandiera che portiamo e leggiamo in tutte le solenni occasioni dell’A.C.T.I. Io sono figlio unico ma tu per me sei stato un fratello. Grazie Peo i tuoi ideali rimarranno nel nostro cuore e le tue idee continueranno a camminare con noi. Grazie per quello che ci hai insegnato, ne faremo buon uso.     Ciao Peo.



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