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8-05-2013 Istituto Agrario Vercelli

Mercoledì, Maggio 8, 2013

“Il trapianto è vita non è sofferenza”: all’Istituto Agrario si è tenuta una conferenza sul tema della donazione e del trapianto degli organi

Questa mattina presso l’istituto Agrario di Vercelli si è tenuta una conferenza sul delicato tema della donazione e del trapianto degli organi e dei tessuti.

L' iniziativa ha avuto come scopo primario quello di sensibilizzare i ragazzi, di fornire consapevolezza su cosa voglia dire donare gli organi e di sfatare alcuni falsi miti che portano il cittadino a non volere donare gli organi proprio perché ha una concezione sbagliata dell’argomento. L’incontro con gli alunni della classi quarte si è articolato in un programma che non ha fornito solo dai statistici, giuridici o scientifici ma ha dato spazio ai sentimenti e alle emozioni attraverso delle testimonianze dirette che hanno toccato il cuore dei ragazzi. Questa campagna informativa coinvolge tre soggetti: l’ufficio scolastico regionale e provinciale, il mondo del volontariato e le istituzioni che hanno permesso di diffondere questo messaggio agli alunni. Nella regione Piemonte l’argomento ha raggiunto circa 450 studenti, in seguito verranno elaborati i dati che permetteranno di capire quanto questa campagna informativa abbia toccato la loro sensibilità. Alla conferenza erano presenti Il presidente dell’ A.C.T.I. (Associazione Cardio-Trapiantati Italiani) Enrico Bertolino, Sez. G.Guasco di Torino, il Segretario dell'associazione trapianti A.C.T.I. Pier Giuseppe Orlandin, il Presidente della T.P.A. L’associazione Trapianti di Polmone Emanuela Rolle, il Dott. Raffaele Potenzadel Coordinamento Regionale delle Donazioni e dei Prelievi della regione Piemonte e Valle d’Aosta, Il Presidente della consulta per l’imprenditorialità giovanile Lella Bassignana, il dirigente dell’ufficio scolastico provinciale Antonio Catania e il Dirigente Scolastico dell’Istituto Agrario Ferrari Giovanna Taverna. Il Presidente della Consulta per l’imprenditorialità giovanile Lella Bassignanadurante la conferenza ha affermato: “ Questo progetto ha come obiettivo quello di sensibilizzare i ragazzi sulla donazione degli organi. L’Obiettivo è stato proprio quello di far conoscere ai ragazzi e ai docenti quali sono le modalità con le quali vengono scelti i donatori e dall’altro anche le modalità con la quale vengono scelti coloro che possono accedere ad un trapianto. L’abbiamo fatto noi che siamo un istituto tecnico perché riteniamo che ai nostri ragazzi noi non dobbiamo solo dare le competenze scolastiche professionali ma noi dobbiamo dargli anche delle competenze di vita, dobbiamo dare loro tutti gli strumenti che permettano loro di crescere e possibilmente di crescere come cittadini consapevoli”. ”. Il Dott. Raffaele Potenza ha inoltre affermato: “La medicina dei trapianti è la società che cura se stessa, l’unico vero esempio in cui la cura di una malattia risiede all’interno dei cittadini che curano altri cittadini. Non c’è una fabbrica che produce organi ma è la società con la sua disponibilità e la sua propensione a curare il paziente. Questo è un vantaggio e anche un punto di debolezza perché alcuni fattori che impattano sulla società hanno un effetto negativo, cioè la propensione dei cittadini si riduce e si traduce in un aumento del tasso di mortalità di quelle persone che aspettano un trapianto. Oggi in Italia ci sono circa 9 mila pazienti che aspettano il trapianto, dietro ad ogni paziente gravemente ammalato ci sono famiglie e costi sociali importanti. Questo paese è un eccellenza all’interno dello scenario europeo. In particolare il Piemonte e la Valle d’Aosta nello scenario italiano rappresentano l’eccellenza, questo significa che i cittadini di queste regioni hanno un livello di sensibilità alto. La sensibilità della popolazione migliora se si parla di questo argomento, se se ne parla in ambienti particolari come le scuole e le associazioni e se si vanno a neutralizzare i cosiddetti falsi miti presenti in tutte le popolazioni del mondo”. Solo diffondendo un’informazione corretta sul piano scientifico e culturale è possibile alimentare la sensibilità e quindi la favorevolezza della popolazione alla donazione.



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