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21-06-2011 - "Il cuore … se lo conosci ... lo curi".

Martedì, Giugno 21, 2011

Centro Incontri Regione Piemonte, C.so Stati Uniti, 23 con relatori d’eccezione.

Sebastiano Marra Direttore S.C. Cardiologia 2 dell’Ospedale Molinette di Torino con “L’infarto in Piemonte - numeri ed incidenza”.

Fiorenzo Gaita Direttore S.C. Cardiologia 1 dell’Ospedale Molinette di Torino con “Il trattamento delle aritmie in Piemonte”.

Mauro Rinaldi Direttore S. C. Cardiochirurgia dell’Ospedale Molinette di Torino con “Il trapianto cardiaco e polmonare”.

Intervento di Enrico Bertolino, Presidente A.C.T.I. Sez. G. Guasco di Torino al Convegno. L'Associazione Cardio Trapiantati Italiani di Torino, è una Associazione che opera presso il D-H Trapianto di Cuore nel reparto di Cardio Chirurgia Universitaria delle Molinette dal 1994 e Inizio questo mio intervento porgendo i nostri più vivi ringraziamenti, a nome mio e dei trapiantati, AI NOSTRI DONATORI GRAZIE AI QUALI NOI VIVIAMO E LORO VIVONO IN NOI “

Ho letto nei pieghevoli del convegno dei numeri, che non sono numeri ma pazienti con diverse patologie cardiologiche. Io vorrei aggiungerne degli altri, cioè il numero di quei pazienti che sono in lista d’attesa per un trapianto cardiaco, dati del Centro Regionale Trapianti Piemonte e Valle d’Aosta al 31 maggio 2011 e sono attivi 34 Sospesi 28, in Italia chi attende un cuore sono 728 pazienti. Il dato pesante che deve farci riflettere sono purtroppo i decessi dei pazienti in attesa causa i tempi molto lunghi per avere un cuore. Sappiamo che le tecnologie stanno facendo passi da gigante ma contrariamente a quello che dice il Ministro Fazio (in quanto sostiene che la tecnologia può far fronte alle necessità) in attesa di un cuore si continua a morire. Il cuore, come sappiamo, è il motore vitale del nostro corpo, e quando esso inizia a crearci problemi tutto l’apparato del nostro corpo ne risente. La prevenzione è utile per scongiurare alcune patologie, ma per altre non c’è scampo se non il trapianto. Dal punto di vista qualitativo è quello che risolve tutti i problemi, anche come qualità di vita. Non dimentichiamo che quando incombe una malattia cardiaca, la qualità della vita stessa cambia radicalmente e alcune volte sopravvivere diventa un problema. La cardiologia in questi ultimi anni ha fatto passi da gigante, sia dal punto farmacologico sia con nuove tecniche invasive che permettono di diagnosticare in tempo una patologia. Ma tutto ciò grava dal punto di vista della salute fisica e quella mentale? Ricordiamo che una persona che sta in condizioni precarie, dal punto di vista psicologico è molto debole e a questo punto dovrebbero subentrare un gruppo di persone che possono aiutare a superare il trauma della “NUOVA VITA “. Psicologi, medici, infermieri, ma anche volontari come il nostro gruppo di CARDIOTRAPIANTATI aiutano a superare questa fase e sono d’aiuto per affrontare i nuovi passi della vita che forse sembravano lontani. E’ con soddisfazione mia e del gruppo di Cardiotrapiantati che si prestano a fare i volontari a testimoniare quanto questo nostro apporto, specialmente in questi ultimi due anni, diventi sempre più importante nell’aiutare le persone che sono in lista di attesa o chi il trapianto ha avuto la fortuna di farlo, a superare molte delle difficoltà che si presentano forti del fatto che ci siamo passati prima di loro. L’A.C.T.I. è una Associazione che segue i pazienti sia in attesa di trapianto (cardiopatici) che quelli che anno subito un trapianto, aiutando con la propria esperienza vissuta a semplificare il percorso delle prestazioni sanitarie e burocratiche che il trapianto stesso richiede. Non tralasciamo l’aiuto ai familiari dei pazienti stessi anche loro colpiti a loro volta dal cambiamento delle condizioni di vita del loro caro. Nei compiti statutari che ci siamo dati vi è anche quello della divulgazione della CULTURA DELLA DONAZIONE E TRAPIANTO D’ORGANI TESSUTI E CELLULE Ricordo solo brevemente la nostra presenza nelle scuole di 3° media del cuneese (Bagnolo Piemonte, Barge, Front …) al Palacongressi di Arona dell’anno scorso, la presenza dell’ACTI in alcune scuole del Novarese prossimamente e le molte sagre di paese a cui abbiamo partecipato e quelle in calendario che ci aspettano, oltre all’aver raccolto in un libro i 20 anni di trapianti a Torino celebrati l’anno scorso proprio perché siamo fermamente convinti della nostra partecipazione al vostro sostegno, alla grande opera che quotidianamente realizzate. Concludo ringraziando gli organizzatori di questo convegno che ci hanno dato la possibilità di apportare il nostro contributo di pazienti e un grazie anche a tutti i convenuti.

Gli atti del Convegno sono pubblicati nella sezione libri del sito.



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