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Testimonianza di Rita Michelone

Sabato, Aprile 1, 2017

Era il 9 maggio 2012 quando ebbi quel devastante infarto che mi cambiò la vita.

Dentro e fuori dall’ospedale, corse al pronto soccorso, sempre con la speranza di superare la crisi e di poter tornare a casa.

Diversi ricoveri all’Istituto riabilitativo Maugeri di Veruno dove con le cure riuscivano a farmi stare meglio e ad andare avanti.

Intanto visto che le mie condizioni continuavano a peggiorare mi misero in lista attiva per il trapianto anche perché non c’erano altre soluzioni..

Da parte mia non fu certo una decisione facile da prendere perché mi trovai a un bivio. Che fare? Sono stata supportata e consigliata da mia figlia, da mio marito e dai medici delle Molinette e dopo aver valutato i pro e i contro decisi di accettare e firmai il consenso. Venni quindi messa in lista attesa.

Il 17 maggio 2014 verso le ore 19 suona il cellulare, guardo il numero … 011 … prefisso di Torino quindi lo associo alle Molinette e dico a mio marito “preparati” è arrivata la chiamata. La voce gentile del Dott. Luca Revelli mi dice che c’è un cuore per me e di andare subito in ospedale che lui mi stà aspettando.

Non sapevo se gioire, se preoccuparmi, se piangere. Non so descrivere cosa provai, so solo che piansi fino a Torino ma senza sapere il perché.

Avvisai mia figlia che si attivò per trovare subito un volo e arrivare il più presto possibile: da poco si era trasferita a Londra.

Quando arrivai in ospedale c’era il Dott. Revelli che mi spiegò quello che avremmo fatto: gli esami di routine e poi l’attesa del cuore nuovo. Non so se avevo paura, sicuramente sì e tanti pensieri … per mio marito che era solo ad affrontare la situazione, per mia figlia che doveva arrivare … e per me.

Quando mi svegliai in terapia intensiva e vidi i miei familiari capii che ce l’avevo fatta e avrei avuto un’altra opportunità di vivere.

Con il passare dei giorni mi sentivo sempre meglio, mi sentivo rinata grazie a chi mi aveva fatto il più grande dono: la Vita.

Non c’è giorno che passa che io non ringrazi il mio Donatore perché senza il suo/mio=NOSTRO cuore non sarei qui a testimoniare come sia importante un qualsiasi pezzo del nostro corpo per salvare la vita di tante persone

                                                                                                                                                                                                                                                                    *Rita Michelone



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