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04-02-2014 Carisio (VC) Donazione e Trapianti:cultura di vita

Martedì, Febbraio 4, 2014

"La salute innanzitutto"

Il titolo del programma della serata voleva proprio spiegare la garanzia alla salute che viene fornita ai cittadini che vengono portati, per vari motivi, in rianimazione e poi affrontare il delicato argomento “Donazione e Trapianti:cultura di vita”.

Alla serata proposta dall’A.C.T.I. e sponsorizzata dall’Amministrazione Comunale di Carisio, hanno aderito il Gruppo Alpini di Carisio, l’AVIS Provinciale di Vercelli, la Famija Carisin’a e la Pro Loco Carisio. Presenti, nonostante la serata piovosa, una quarantina di carisini con i presidenti delle varie Associazioni con Enrico Bertolino, Michele Blandino e Pietro Prestia trapiantati di cuore..

Relatore della serata è stato il Dot. Raffaele Potenza del Coordinamento Regionale Donazione e Prelievi (CRP) che con la precisione di sempre ha spiegato come funziona la “macchina” delle donazioni. I trapianti si possono fare da viventi come il midollo osseo o un rene oppure da cadavere. Ha fornito alcuni indicatori della nostra Regione con 700 mila pazienti all’anno, 20 mila muoiono e di questi solo 250 possono essere donatori di organi. “Noi medici facciamo il possibile per salvare la vita al paziente, ma quando il malato muore, ci spetta il delicato compito di parlare con i familiari per avere l’autorizzazione al prelievo degli organi. Sono situazioni devastanti, in alcuni casi i familiari non danno l’autorizzazione, ma già il giorno del funerale si pentono.”

Luca Vannelli, Presidente Provinciale Avis, ha sottolineato l’importanza della donazione del sangue, in quanto non ci sarebbero trapianti se non ci fosse il sangue e nei trapianti ne occorre parecchio. “In Italia vengono effettuate 1800 trasfusioni al giorno. Il sangue prelevato viene frazionato nei suoi componenti: globuli rossi, plasma e piastrine, in modo da donare ad ogni ammalato ciò di cui necessita”.

Pier Giuseppe Orlandin ha portato la sua testimonianza di vita, come grazie al DONO sia potuto ritornare agli affetti della sua famiglia ringraziando prima di tutti il suo Angioletto Donatore, l’affetto della sua famiglia, la competenza dei medici, dall’equipe chirurgica al personale infermieristico agli psicologi che affiancano i pazienti in un momento tanto delicato.

 

 “Siamo una miniera di vita” ha esordito il Sindaco Claudio Costanzo “ed è giusto che nulla venga sprecato”. 



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